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Il CONAI, il CAC e il domicilio speciale, spiegati

Come si incastra l'EPR imballaggi in Italia: un consorzio nazionale, sei consorzi di filiera, un contributo a tonnellata, un indirizzo italiano per le consorziate estere e un registro nazionale ancora da avviare.

Ultima verifica: 14 ottobre 2026 — la data in cui ogni affermazione di questa pagina è stata verificata sulle fonti indicate sotto.

Risposta rapida

L'Italia ha un solo consorzio degli imballaggi, il CONAI, non una scelta tra sistemi. Aderite, vi assegna un numero CONAI, e versate il suo contributo ambientale (CAC) a tonnellata per materiale. Un'impresa estera aderisce eleggendo un domicilio speciale, un indirizzo italiano. Sei consorzi di filiera si occupano della raccolta e del riciclo sotto il CONAI.

Il CONAI

Il Consorzio Nazionale Imballaggi. L'articolo 221 del D.Lgs. 152/2006 obbliga produttori e utilizzatori di imballaggi a parteciparvi. A differenza della Germania, con i suoi sistemi duali in concorrenza, o della Spagna, con diversi sistemi, l'Italia ha un solo consorzio e ogni consorziato paga lo stesso contributo pubblicato.

I sei consorzi di filiera

Ricrea (acciaio), CiAl (alluminio), Comieco (carta e cartone), Rilegno (legno), Corepla (plastica) e CoReVe (vetro) organizzano la raccolta e il riciclo del proprio materiale. Non li contrattate separatamente: l'adesione al CONAI copre tutti i materiali. Vedete i consorzi.

Il CAC

Il Contributo Ambientale CONAI è fissato a tonnellata, per materiale, e per carta e plastica per fascia. Dal 1° ottobre 2026 carta e cartone monomateriale costano 45 € a tonnellata e la plastica va da 51 € (fascia A1.1) a 922 € (fascia C). Tutti i valori sono nel dataset del contributo CONAI. A seconda dell'importo, il CONAI assegna una dichiarazione annuale, trimestrale o mensile.

Il domicilio speciale

Il CONAI ammette come consorziata un'impresa estera se elegge un domicilio speciale in Italia “presso una persona fisica o giuridica appositamente nominata”. È l'indirizzo a cui scrive il CONAI. Un'impresa estera senza presenza in Italia usa l'indirizzo di un rappresentante — che è ciò che vendono la maggior parte dei fornitori, noi compresi.

Il rappresentante autorizzato

Un ruolo distinto e più recente, previsto dall'articolo 45(3) del PPWR. Il decreto italiano che ne definisce il funzionamento è ancora atteso. Noi assumiamo entrambi i ruoli con un unico mandato scritto, così non c'è nulla da rifirmare quando arriverà il decreto.

Il RENAP

Il Registro Nazionale dei Produttori, gestito dal ministero dell'Ambiente da maggio 2025, registra ogni produttore soggetto a un regime EPR. La sezione imballaggi deve ancora partire; il CONAI ha scritto ai consorziati che è in preparazione. Quando si aprirà, vi diremo cosa cambia.

Non siamo avvocati. Dove la prassi italiana non è definita, questa è la nostra lettura delle regole, non una consulenza legale.

Fonti

Ogni affermazione qui sopra viene da una di queste fonti. Prima la legge e l'autorità competente; mai pagine di marketing dei fornitori.

Razvan Toma
Chi l'ha scrittoRazvan Toma

Razvan Toma è il fondatore di EPR Italy Rep, e di EPR France Rep, EPR Germany Rep ed EPR Spain Rep. Ogni pagina qui è scritta a partire dal CONAI, dalla legge o dalla pagina del marketplace, mai dal marketing di un altro fornitore.

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